HOME PAGECopyrights 1987 - 3 stars *** Hotel

SPECIALE - Itinerari - Visite guidate

Spoleto e dintorni

San Sabino Martire, morto per mano dell'Imperatore.


"Roma" stava prendendo delle contromisure per evitare la diffusione del Cristianesimo in tutto l'Impero. Il Prefetto Ermogeniano venne a sapere dell'attivitá che Sabino svolgeva nella Cittá di Spoleto come Vescovo e lo denunciò all'Imperatore Massimiliano Augusto, che incaricò un Augustale della Tuscia, Venustiano, di arrestarlo. Venustiano lo scovò e lo portò in prigione ad Assisi insieme ai suoi due Diaconi Esuperanzio e Marcello. Venustiano ordinò di riunire il Tribunale nel Foro per giudicare Sabino. Sabino non abiurerá la sua fede, si proclamerá servo di Dio e Vescovo. A queste affermazioni Venustiano propose a Sabino di sacrificare agli Dei. Sabino rispese che quelli adorati da Roma erano demoni e propose a Venustiano di portare il simulacro, che era la raffigurazione di Giove in corallo con rifiniture dorate. Sabino disse che non era un Dio e che occorreva venerare il Signore e non una pietra. Poi chiese a Venustiano, che assentí, di essere lascito libero di fare una cosa che aveva in mente con la statua. Sabino scagliò a terra con violenza la statua che si frantumò in pezzi. A Sabino furono troncate le mani e fu sottoposto ad assistere alla scarnificazione con dei ferri e del fuoco dei suoi Diaconi che furono portati fino alla morte. I corpi di Esuperanzio e Marcello gettati nel fiume furono raccolti da un pescatore. Le mani di Sabino furono raccolte da Serena, una giovane di Spoleto che si curò delle medicazioni. Depose le mani in un vaso con degli aromi. Qualche tempo dopo Serena presentò suo nipote a Sabino che da cieco recuperò la vista per intervento di Sabino che gli passo le sue mani sopra gli occhi. Nel frattempo Venustiano aveva cominciato a sentire dolore agli occhi che aumentava di giorno in giorno. Venuto a sapere della guarigione miracolosa del giovane ragazzo operata da Sabino, subito lo ricercò. Sabino con lo Spirito cattolico mise alla prova la sua fede richiedendo di farsi battezzare. Venustiano assentí e dopo che fu battezzato, guarí. L'Imperatore venuto a conoscenza del Battesimo di Venustiano gli fece tagliare la testa insieme alla moglie e al figlio, in Assisi. Poi stessa sorte toccò a Sabino nella cittá di Spoleto. Serena raccolse il corpo unendolo con le mani che aveva conservato e seppellí a due miglia da Spoleto, in prossimitá del luogo in cui fu edificata la Chiesa al Santo dedicata.

La prima immagine di San Sabino é possibile vederla raffigurata nei mosaici della basilica di Sant'Apollinare Nuovo di Ravenna, nel lato destro della Navata centrale risulta l'ultimo della lunga schiera dei Martiri.