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Spoleto e dintorni

S.Francesco e la città di Spoleto.


In conseguenza degli stretti rapporti tra le Cittadine umbre di Spoleto ed Assisi, e della primaria importanza, a quel tempo, della prima, essa sarebbe stata ben conosciuta da Francesco, un ambizioso giovane, figlio del ricco mercante di Assisi, Pietro di Bernardone(1) e di Madonna Giovanna detta Pica, una nobildonna della Provenza. Nacque(2) nel 1181 o 1182 con nome di battesimo Giovanni, messo dalla madre in quanto il marito era in Francia alla sua nascita. Di ritorno volle cambiarlo con Francesco forse in ragione dei suoi frequenti viaggi in Francia. Di salute cagionevole fin da bambino, conduce vita dissoluta pur sempre con un grande rispetto verso i più deboli, malgrado fosse diseducato dai genitori verso le esterioritá della vita. Giá dal 1198 avrebbe partecipato alla demolizione della rocca di Assisi e alla sua ricostruzione all'interno delle mura (3). Infatti, gli Assisani approfittarono della confusione (4), che versava allora il Regno di Italia e il Ducato, per affrancarsi dal controllo di Spoleto. Inoltre cominciarono una guerra contro la cittá di Perugia. Infatti, Francesco, nel 1202 partecipa alla Guerra contro Perugia e la sconfitta fa sfumare la sua investitura quale cavaliere(5). In aggiunta viene catturato dai Perugini e rinchiuso in prigione per un anno circa (6). Ha venti anni. Nel luglio-agosto del 1205 risponde al bando per la Guerra in Puglia e Sicilia, su probabile intesa o al seguito dello stimato nobile amico e misterioso "Comes Gentilis"(7). Donerá la sua vecchia corazza ad un povero e ne appronterá subito una nuova con tutto l'occorrente(8). Durante questo periodo comincia ad avere una crisi interiore, é un pò cambiato. Successivamente Francesco esprimerá l'inquietudine del periodo con la frase "cum essem in peccatis". Una notte addirittura ha un sogno. Si ritrova in un pallazzo con delle armi, degli scudi ed una sposa. Questo lo fece partire con più decisione. Ci sono elementi per pensare che fosse probabilmente con lui anche uno scudiero. Un miles doveva avere per forza qualcuno con lui, ed inoltre molti scritti lasciano intendere qualcosa del genere (Anonimo Perugino). All'imbrunire arrivò a Spoleto(9) dove si fermò per riposare le sue membra stanche. La cittá in questione é ben precisata sia sulla "Legenda" che su l'"Anonimo Perugino". Non vi sono fonti precise sul luogo specifico in cui dimorò. Però alcune considerazioni abbastanza convincenti fanno ritenere che si sia fermato nella chiesa di S.Sabino(10). I motivi sono molteplici. Non poteva certamente essere nel centro della cittá. Arnaldo Fortini, nella Nova Vita, cita un brano del libro IV della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono in cui si afferma che il miles che passava a S.Sabino era miracolosamente possente in battaglia. Anche altre fonti affermano che S.Sabino fosse protettore indiscusso dei militi che partivano per la guerra. Inoltre Sabino, all'epoca, era pure uno dei protettori di Assisi. La tappa é quasi obbligatoria per un cavaliere diretto da Assisi al Sud. Oltre alla notte che stava sopraggiungendo, si deve aggiungere una malattia che gli procurava della febbre che lo fece rivoltare sul giaciglio tutta la notte. Durante queste ore ebbe un nuovo sogno. Una voce lo interrogava: "Dove sei diretto Francesco?" Alla quale egli ribadí con la storia del suo progetto di Guerra in Puglia e l'ambizione di essere cavaliere. "Chi può essere più utile: il padrone o il servo?" Francesco rispose:<>. "Perché dunque abbandoni il padrone per il servo e il principe per il cliens?" E Francesco:<> "Ritorna alla tua cittá e lá ti sará detto cosa devi fare; poiché la visione che ti é apparsa devi interpretarla in altro senso". A questo punto Francesco non riuscí più a dormire e il giorno seguente ritornò ad Assisi. Ci sono ipotesi alternative della conversione di Francesco. Alcuni sostengono che sia stata la malattia a farlo rincasare. Altri pensano ad un mero ed esclusivo fatto interiore. La più interessante, portata avanti da "Larrañaga", che sia stato pervaso completamente da Dio, e che possiamo intravedere negli scritti, con una progressione crescente in senso trascendentale man mano che si passa dalla "Legenda trium sociorum" all'"Anonimo Perugino" e per finire con la "Vita Secunda". In qualsiasi modo sia andata, il fatto é chiaro. Francesco é un uomo nuovo, servo di Dio. La sua ambizione trova un limite nel fatto che si rivolge alle cose mondane, a chi é servo. Ma egli vuole di più perché vuole essere del Signore. Il suo dubbio che lo logorerá per un bel pò sará ora un altro. Devo servire Dio in modo evangelico o in quello eremitico? Francesco sará sul Monteluco. Non é un caso che esista giá un movimento eremitico giá da anni, fondato dal Vescovo di Spoleto Andrea nell'anno 1060 ca, e che abbia provato questa via con alcuni dei suoi fratelli. Probabilmente Francesco sosterá con i suoi fratelli nei romitori di Monteluco per un periodo dopo il ritorno da un viaggio da Roma. Poi probabilmente l'incontro con il lebbroso gli schiude il dubbio. Quello che prima era amaro, ora si muta in dolcezza di animo e di corpo. Questa é la sua strada, quella evangelica. Spoleto é comunque per lui momento iniziale e centrale di evoluzione interiore. "Nel mio principio é la mia fine". Alternativa esistenziale e problema della scelta definitiva. Monteluco costituisce un motivo di ritiro spirituale che lo fa maturare. Egli cambiò il suo modo di servire Dio. Per salvare il prossimo, e non solo la propria anima. Spoleto resta comunque un luogo di importanza fondamentale per il nostro patrono Nazionale Francesco. Le fonti non lo citano cosí frequentemente, ma vi sono innumerevoli altre occasioni in cui Francesco sarebbe stato presente, o in cui era implicata.

Tra le principali riscontriamo:

- 1205 in occasione del viaggio a Roma in pellegrinaggio con i suoi amici in cui scambia i propri nuovi e costosi vestiti con quelli di un povero (Paolo Diacono); - 1209 in occasione del viaggio a Roma per l'approvazione orale da parte del Papa del "Propositum vitae" (Paolo Diacono); - Nell'anno 1213 vi fu la fondazione un Convento di Frati Minori a S.Apollinare di Spoleto; in questo stesso anno Francesco é a Sant'Urbano (Sacro Speco) una localitá vicino a Narni, in cui si assisterá al Miracolo della trasformazione dell'acqua del pozzo, dietro alla Cappella di S.Silvestro, in vino; - E' il 1218 e Francesco si trova alla Fonte Colombo, Gesù gli comunicherá la Regola dei Frati Minori; - 1219 avverrá l'incontro con il Sultano d'Egitto Malek el-Kamel; - Nei Fioretti é riportato, che in occasione della Pentecoste dell'anno 1221, e per la riunione del Capitolo delle Stuoie, in cui giunsero ad Assisi 5000 frati, Spoleto partecipò con magnanime offerte di cibo e denaro per soddisfare la richiesta alimentare e alloggiativa degli intervenuti; - Nel dicembre 1223 é a Greccio ove istituisce il Presepe vivente; - Gli unici due scritti di Francesco a noi rimasti sono la Chartula (foglio scritto subito dopo aver ricevuto le stigmati, e dopo il digiuno che protasse fino al giorno dedicato a S.Michele, nel settembre 1224 a La Verna, composta dalla Laudes Dei e dalla Benedizione, ora conservato nella cappella delle Reliquie ad Assisi) e la Lettera a Frate Leone (11) . Quest'ultima, lettera autografa di Francesco diretta a Frate Leone é di fondamentale importanza per la nostra analisi in quanto recita in questo modo: <> " Frate Leone, tuo fratello Francesco ti augura salute e pace. Io ti dico, figlio mio, e con l'affetto di una madre, che tutto il discorso che abbiamo fatto per la via lo riassumo in breve, sotto forma di consiglio, nelle parole che seguono, anche se in futuro ti servirá di ricorrere a me per consiglio. Ecco dunque il consiglio che ti do: qualunque modo vi sembrerá più idoneo per piacere al Signoree per seguire l'esempio e la povertá del (Figlio) Suo, fatelo con la benedizione del Signore Dio, ed io ubbidirò. E se poi, per una necessitá della tua anima e per avere altra consolazione vorrai, o mio Leone, venire da me, vieni." Tale lettera fu conservata per anni nella chiesa di S.Simone (12) di Spoleto, da poco restaurata in Piazza Campello, poi seguí numerosi travagli. Ora é conservata per l'esposizione nella Cattedrale di Spoleto. - Nel 1225 si dirige verso Rieti per farsi curare i suoi occhi ammalati dal Cardinale Ugolino. Di ritorno assisteremo al Miracolo della vigna che avverrá al Santuario di S.Maria della Foresta, si verificherá un vendemmia estremamente abbondante che si spiegherá solo con l'intervento del ”povero” Francesco. Tutti questi fatti fanno pensare alla considerazione che Francesco aveva per la nostra cittá di Spoleto. Nel 1225 a San Damiano comporrá il Cantico di Frate Sole, il documento più antico di tutta la Letteratura italiana. Francesco morirá nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226 nella Cappella del Transito di S.Maria degli Angeli per una grave malattia. Francesco sará sepolto nella Chiesa di San Giorgio, e nell'anno 1230 il suo corpo venne traslato nella Basilica inferiore di Assisi in suo onore eretta.

Per terminare, una sua frase: <>.

Note:


(1) Mercante di stoffe preziose, aveva Origini toscane, Lucca e proveniva da una famiglia di tessitori e mercanti di tessuti, i Moriconi. (2) Sedulio ed altri autori sostengono che la nascita di Francesco abbia una modalitá simile a quella del Bembino Gesù. Infatti sembra che scaduti i termini di una normale maternitá, la madre non riuscisse ancora a partorirlo. A questo punto fu consigliata di andare in una stalla proprio di fianco alla sua abitazione, luogo in cui diede alla luce il suo pargolo in una mangiatoia. Altre come nella "Historia Seraphica" del 1613 di Sedulio, nell'affresco di Benozzo Gozzoli del 1452 sulle pareti della Chiesa di San Francesco a Montefalco, abbiamo la stalla trasformata in Cappella denominata San Francescuccio. (3) Sia Francesco che i suoi fratelli dimostreranno un elevatissima capacitá per l'edificazione dei propri luoghi di culto e abitazione (come gli stessi Benedettini). (4) E soprattutto del passaggio nel 1198 del controllo del Ducato di Spoleto dall'Imperatore alla Chiesa, ad opera dello stesso Duca di Spoleto Conrad di Lützelhardt. (5) La storia indica che il primo Ordine cavalleresco, organizzato per la difesa della Fede Cristiana, sia quello dei Cavalieri di San Jacopo di Altopascio, altrimenti detti Cavalieri del Tau. Teupascio (probabilmente dal Longobardo teu-popolo e passio-torrente) fondata intorno alla seconda metá dell'anno mille, era l'antico nome di Altopascio, una piccola cittadina in Provincia di Lucca. Il primo insediamento fu un ospedale, che sorse proprio lungo la Via Francigena. Ben presto venne occupato dai Frati di S.Jacopo, un Ordine ospitaliero nato per ospitare i pellegrini diretti alle fondamentali mete Cristiane. Oltre all'ospitalitá, ad un certo momento dovettero assicurare anche l'incolumitá del pellegrino e si trasformarono in Cavalieri. Come simbolo avevano la croce bianca a forma di tau che indossavano in precedenza i frati. L'Ordine venne soppresso nel 1587 da Papa Sisto V, che passò inoltre tutti i loro beni alle Milizie di Santo Stefano. Successivamente avremmo un altro importante Ordine Cavalleresco, sempre di tipo ospitaliero, i Cavalieri di San Giovanni o Cavalieri di Malta. In ordine di tempo poi avremo i Cavalieri Templari o Poveri Fratelli (1120) e infine quelli Teutonici. (6) I Perugini riconobbero subito il personaggio che avevano di fronte e lo utilizzarono forse per la richiesta di un ingente riscatto. Comunque sia Francesco ebbe un trattamento di favore, essendo rinchiuso nelle prigioni riservate ai nobili e ai ricchi. Durante il periodo ebbe modo di mostrare qualche prima manifestazione della propria bontá difendendo un prigioniero emerginato dal resto dei galeotti ivi rinchiusi.Da rilevare che egli sarebbe stato liberato dopo circa un anno in relazione delle Tregua stipulata tra le citttadine in lotta di Assisi e Perugia. (7) Questo potrebbe identificarsi con Gualtiero III di Brienne, forse con altri, ma al nostro scopo é importante sottolineare a quale Ordine Cavalleresco Francesco abbia risposto. Infatti questa partenza per la puglia potrebbe lasciar intravedere una partenza da Monte Sant'Angelo, che era il punto di partenza "Italiano" per la Terrasanta per i Templari che si trovavano in Italia (a Bari vi é la Basilica in cui si venera San Nicola, Vescovo di Myra l'attuale Kale (Turchia) che é il Protettore dei Templari). Considerando che il 1202 coincideva con la partenza con la IV Crociata, le origini e contatti con la Francia di Francesco, luogo di origine dei Poveri Soldati di Cristo (i Templari, Cavalieri Monaci), che richiamano la povertá di Francesco, la Tau simbolo dei Templari (dei Cavalieri di San Jacopo di Altopascio della Provincia di Lucca) e simbolo stesso di Francesco, nonché ultima lettera dell'alfabeto ebraico che significa compimento della Creazione. (8) I miles all'epoca avevano l'onere completo della vestizione. Pertanto per approntare le spese per tutto l'occorrente si doveva essere di una discreta ricchezza.. (9) Secondo "The Franciscan Umbria" Spoletium Pro Spoleto, Francesco arrivò a Spoleto con altri giovani di Assisi in un pomeriggio splendido. Indebolito dalla febbre, durante il sonno: "La calda immaginazione del giovane uomo fu colpita da una improvvisa luce, che gli rivelò gli splendori della Madonna Povertá". Una voce nel frattempo gli stava dicendo... (10) S.Sabino Vescovo di Assisi e martire a Spoleto. Dedicò la sua vita nella conversione dei pagani della Vallata spoletina. Il suo martirio incominciò con l'amputazione delle mani. Sebbene ancora nella prigione ridiede la vista ad un cieco. Volendo far visita insistentemente al miracolato, indispettí le sue guardi che lo uccisero a bastonate, era il 30 dicembre del 303. Sabino é venerato ad Ivrea, in relazione alla traslazione in tale cittá delle sue reliquie da parte del Duca di Spoleto Corrado nell'anno 930. Infatti il suo cranio é portato in processione per le strade della cittá nel giorno 6 luglio per omaggiarlo dei miracoli che colá fece. (11) Frate Leone sará il confidente, confessore e segretario di Francesco. (12) S.Simone da Collazzone detto della Contessa nacque nel 1208. Frate alla minore etá di 14 anni, fu inviato in Germania con altri 27 fratelli da S.Elia. Di ritorno volle incontrare Francesco. Muore nel 1250. E' il primo frate minore canonizzato subito dopo S.Francesco.
Per comprendere meglio l'importanza della cittá di Spoleto nella vita e nella conversione del Santo, occorre puntualizzare alcuni avvicendamenti del periodo, in rapida successione, in modo che il lettore possa anche da solo avere qualche illuminazione. Nel 1186, Federico Barbarossa (1122-1190), Imperatore del Sacro Romano Impero giá del 1155, pose la cittá di Assisi sotto il controllo di Conrad di Lützelhardt che dal 1177 rappresentava il Ducato di Spoleto. Nello stesso anno, dopo il matrimonio tra suo figlio Enrico VI e Costanza d'Altavilla, nominerá Enrico Re d'Italia. Alla morte di Federico Barbarossa, avvenuta per incidende nel guado del Fiume Salef, a cavallo, in Asia Minore, luogo in cui fu spedito a comandare la III Crociata, Enrico VI sará il nuovo Imperatore nell'anno 1191. Enrico VI morirá a Messina il 28 settembre 1197 molto probabilmente avvelenato dalla moglie. La successione sará raccolta prima da Ottone IV di Brunswick (1182-1218) incoronato Imperatore nell'anno 1198 fino all'anno della sua scomunica e deposizione nel 1212 e poi da Federico II (Jesi 1194 - Castel Fiorentino 1250) figlio di Enrico VI. Federico II comanderá la VI Crociata in Terrasanta riuscendo a conquistare Gerusalemme (Trattato di Giaffa stipulato con il Sultano d'Egitto al -Kamil -11 febbraio 1229) di cui si dichiarerá Re il 18 marzo 1229. Elenco dei Papi del periodo: Papa Urbano III dal 1185 al 1187; Papa Gregorio VIII 1187; Papa Clemente III dal 1187 al 1191; Papa Papa Celestino III dal 1191 al 1198; Papa Innocenzo III dal 1198 al 1216 (morto a Perugia); Papa Onorio III dal 1216 al 1226; Gregorio IX dal 1227 al 1241. L'indicazione di tutte queste date e personaggi fanno riflettere sulla precaria situazione del periodo.


Bibliografia.
"Francesco il Santo di Assisi" Gerard Bessiere e Hyacinthe Vulliez 1997 "L'Umbria e il suo Santo" Carlo Bandini 1927 "Vita prima" Tommaso da Celano "Vita secunda" Tommaso da Celano "Legenda Maior S.Francisci Assisiensis" S.Bonaventura "Legenda trium sociorum" 1246 "Anonimo perugino" 1260 il manoscritto originale é conservato nella Biblioteca conventuale di San Francesco al Prato di Perugia "S.Francesco" R. Manselli 1982 "S.Francesco e i Francescani a Spoleto" Accademia Spoletina 1984